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Nota USPPI a Rappresentanti di Governo e Istituzioni su riduzione incentivo O.P. da 2% a 0,5% |
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mercoledì 22 ottobre 2008 |
A richiesta, riportiamo il testo della nota sulla riduzione dell'incentivo ex art, 5 comma 92 del Codice degli appalti pubblici (D. Lgs. n. 163/2006) da 2% a 0.5%, a suo tempo inviata ai Rappresentanti del Governo e delle Isituzioni
UNIONE SINDACATI PROFESSIONISTI PUBBLICO-PRIVATO IMPIEGO SEGRETERIA GENERALE Via Cesare Baronio 187 - 00179 ROMA Al Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri On. Cav. Dott. Silvio BERLUSCONI Al Sig. Ministro della Pubblica Amministrazione On. Prof. Renato BRUNETTA Al Sig. Ministro delle Infrastrutture On. Altiero MATTEOLI Al Sig. Ministro dell’Economia e Finanze On. Prof. Giulio TREMONTI Ai Sigg.ri Presidenti dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato p. c.: Al Sig. Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco FINI Al Sig. Presidente del Senato Sen. Renato SCHIFANI Oggetto: Incentivo ex art, 5 comma 92 del Codice degli appalti pubblici (D. Lgs. n. 163/2006). Onorevoli Sigg.ri Presidenti della Camera e del Senato, Onorevole Sig. Presidente del Consiglio,Onorevoli Sig.ri Ministri, Onorevoli Sigg.ri Presidenti dei Gruppi Parlamentari, Nel manifestare il nostro apprezzamento per l’intento del Governo e, specificamente, dell’On. Prof. Renato Brunetta di attuare iniziative mirate all’obiettivo di elevare l’efficienza e l’efficacia delle Pubbliche Amministrazioni a livello degli standards europei, è con grande delusione ed altrettanto grande disappunto che dobbiamo rilevare la totale insensibilità che lo stesso Governo, contraddicendo se stesso, manifesta nei confronti del ruolo e dell’attività di lavoro svolti, proprio con efficienza ed efficacia, dai professionisti, e. nel caso particolare da quelli tecnici, dell’apparato tecnico-scientifico dello Stato, i quali, specie nei settori delle Opere Pubbliche, dei Beni e Attività Culturali, dei vari Ministeri e delle Aziende a capitale pubblico, nonché delle Regioni ed Enti Locali, costituiscono un fattore di eccellenza, non solo nell’ambito nazionale. Si tratta, ovunque nella P. A. latu sensu intesa, di dipendenti, professionisti, che, pur tra enormi difficoltà di ordine economico ed organizzativo, con grande impegno personale e con mezzi sempre più scarsi, operano per far procedere l’attività della P. A. nell’attuazione del dettato costituzionale, continuando a svolgere attività lavorative straordinarie e peculiari senza uno specifico compenso. A fronte delle responsabilità civili e penali che ricadono in capo ai singoli professionisti pubblici dipendenti, il Parlamento, su decreto del Governo, ha approvato il provvedimento che, con la Legge di conversione 6 agosto 2008 n. 133 (pubblicata sulla G. U. del 21 agosto 2008) all’art.61 comma 8 modifica il comma 5 dell’art. 92 del D. Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, riduce all’aliquota dello 0,5%, comprensiva degli oneri contributivi a carico dell’amministrazione, l’incentivo, stabilito dal D. Lgs. nella misura del 2% dell’importo posto a base di gara d’appalto di un’opera o di un lavoro, da destinare, sulla base di una specifica contrattazione, alle diverse figure professionali dell’Amministrazione appaltante coinvolte nella progettazione, esecuzione e collaudo dell’opera o del lavoro – incentivo già previsto dall’art. 18 comma 1 della Legge quadro in materia di lavori pubblici 11 febbraio 1994 n. 109, a suo tempo nella misura dello 1,5%. In definitiva, con il disposto approvato, è stato d’un sol colpo praticamente cancellato l’unico riconoscimento ai professionisti tecnici e alle professionalità scientifiche dello Stato per l’elevato apporto del loro lavoro, valutato per obiettivi raggiunti, della loro cultura, etica della responsabilità e deontologia nell’attività delle Pubbliche Amministrazioni, apporto che, anziché valorizzato nell’interesse pubblico, viene per tal via umiliato. Tanto, poi, a gran dispetto degli impegni di miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della P. A., della sbandierata distribuzione di incentivi, ad obiettivi raggiunti, ai dipendenti meritevoli, e quindi in spregio ad ogni criterio di MBO e, infine, alla strategia di Lisbona. La norma sortirà poi il risultato di provocare l’aumento del ricorso alle consulenze e agli affidamenti all’esterno, mentre invece si propagandano l’intento di imporne la riduzione e l’impegno verso obiettivi radicali di riduzione della spesa pubblica; produrrà l’ulteriore impoverimento culturale e professionale delle strutture centrali e periferiche delle P. A., con il personale interno di più elevata professionalità demotivato, emarginato, umiliato; comporterà in definitiva un aumento dei costi ed un peggioramento della produttività, dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa. Per le considerazioni sommariamente esposte, si chiede l’emendamento del sopra contestato iniquo disposto della Legge 133/2008 ed il ripristino della surrichiamata norma contenuta nel D. Lgs. n. 163/2006. Nel ringraziare per la cortese attenzione, e confidando nell’accoglimento della richiesta, porgiamo con l’occasione i nostri più distinti saluti. Il Segretario Generale reggente (dott. ing. Ottavio Mirabelli)
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